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Il nuovo Louvre di Abu Dhabi

17 gennaio, 2018

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Un’isola deserta che nel giro di dieci anni si è ritrovata a essere un polo mondiale dell’arte: è quello che è successo a Saadiyat, negli Emirati Arabi, che dallo scorso novembre si ritrova ad ospitare un nuovo Louvre, portando il nome di Abu Dhabi alla ribalta come prossima capitale artistica internazionale.

La struttura stessa del museo è un’opera d’arte: a realizzarla, dopo dieci anni di lavoro – cinque in più del previsto -, l’archistar francese Jean Nouvel, che ha progettato un museo in grado di fondersi con la natura circostante. Al posto del classico grattacielo – tipica costruzione negli Emirati – Nouvel ha scelto una struttura che si sviluppa in orizzontale, caratterizzata da una copertura a cupola che fa filtrare la luce solare in un gioco di luci e ombre molto suggestivo.

In esposizione oltre 600 opere, metà delle quali in prestito da musei francesi, costituiscono un percorso evolutivo della storia dell’uomo, dall’età antica alla globalizzazione. Una celebrazione del dialogo tra le culture, esposte senza distinzione di provenienza o religione.

È proprio sul dialogo e sulla tolleranza che si basa questo progetto artistico e culturale: un messaggio importantissimo che trova attuazione anche nell’esposizione – forse inusuale – dei suoi preziosi cimeli. Nella sezione dedicata alle religioni universali è possibile ammirare un antico corano nella stessa sala in cui è esposta una Bibbia gotica: la volontà, esplicita, è quella di creare un ponte tra Oriente e Occidente, un ponte fatto di valori comuni condivisi che hanno la propria origine proprio nell’arte.

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