Tempo libero

Per staccare la spina in vacanza dobbiamo proprio stare offline?

5 luglio, 2017
Contributor: 2cc6b45Alice Pace

 

Power bank che ci regalano una batteria sempre carica, Wi-Fi attivi anche in spiaggia, l’abbattimento delle barriere del roaming in Europa a partire dallo scorso 15 giugno: mai come quest’anno possiamo parlare di un’estate costantemente connessa. Tra un selfie su Instagram, un aggiornamento su Facebook, una playlist su Spotify e un episodio su Netflix, per chi vorrà rilassarsi senza mollare le redini della propria vita online, non sarà sicuramente un problema mantenere il ritmo anche sotto l’ombrellone. Ma per chi invece già meditava una fuga dai social, o perlomeno dalla mail?

Per i più determinati, esiste ormai più di una possibilità per una vacanza mirata al digital detox, la “detossificazione dal digitale”: mete desolate, in mezzo alla natura selvaggia, ma anche veri e propri resort digital-free, sparsi dalla Toscana agli isolotti del Madagascar, dotati di tutti i comfort ma non del Wi-Fi. Tutto fatto apposta, insomma, per chi desidera concentrarsi esclusivamente sul presente in carne e ossa, non essere tentato (o stressato) dalle distrazioni dello schermo, e teme di non riuscirci da solo.

Stare immersi nella natura, è confermato, ci fa stare meglio. E anche per chi decide di staccare un po’ la spina, dicono alcuni studi, ci sono effetti positivi: tenere i dispositivi spenti almeno un’oretta prima di andare a letto concilierebbe il sonno, oltre a migliorarne la qualità, e renderebbe in generale più rilassati. Ma quanto staccare la spina? Siamo proprio sicuri che sia necessario arrivare al punto di ridurre drasticamente, o addirittura azzerare, la propria attività online per potersi definire davvero “in vacanza”?

Non ci avevo mai pensato, ma il parere di alcuni esperti è che prendersi una parentesi dalla rete non sia altro, per qualcuno, che una semplice fantasia sul ritorno a uno stile di vita più semplice, focalizzato sul piacere dei sensi. Per altri, invece, potrebbe addirittura rappresentare una sfida, una sorta di conquista del fatidico “tempo libero”, quasi un obiettivo da perseguire, più che una reale fonte di benessere. Per questi ultimi stare lontano dallo smartphone potrebbe trasformarsi persino in uno “stress dentro lo stress”, uno “stress al quadrato”: vale proprio la pena di rischiare?

Un altro aspetto da non trascurare è poi il piacere della condivisione. Il Web ci offre in questo senso un’opportunità senza precedenti per essere presenti nelle nostre relazioni. Staccare del tutto la spina potrebbe voler dire dover interrompere forzatamente questo dialogo e rinunciare alla compagnia, anche solo virtuale, di qualcuno. O privarlo del nostro contributo.

Già, sembra proprio che non ci sia una risposta del tipo “bianco e nero” sul tema. Di mio inizio a pensare che, di fatto, a ottenere il meglio dai propri giorni off dal lavoro siano coloro che sanno già in partenza, nella vita di tutti i giorni, reggersi bene in equilibrio tra il sovraffollamento degli input e i benefici della condivisione. Certo, può non essere facile, ma d’altronde se mi ritrovassi a viaggiare senza poter improvvisare un percorso utilizzando Google Maps, o scrollare le recensioni dei ristoranti in tempo reale o, ancora, senza poter rendere partecipi i miei amici delle meraviglie che vedo, probabilmente non mi godrei appieno il mio tanto sudato tempo libero. E voi, cosa preferite?

 

 

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