Casa

Domotica

20 ottobre, 2015

La domotica è un settore che negli ultimi anni ha visto una grande espansione, in termini di ricerca da parte delle aziende che operano nel settore dell’arredamento. Porte, lampade, sistemi di riscaldamento, lavatrici, piani cottura: tutti gli elementi delle nostre abitazioni possono, potenzialmente, diventare smart.

All’interno di questo panorama, lo smartphone – in virtù della sua diffusione e del suo utilizzo massiccio – è diventato lo strumento perfetto per controllare i vari apparecchi della casa. Pertanto, parallelamente agli elettrodomestici di nuova generazione, vengono sviluppate app di domotica dedicate che fungono da “centro di controllo”.

Queste applicazioni di domotica, però, sebbene molto utili nella quotidianità, rischiano di essere poco utilizzate per via della loro eterogeneità e della scarsa integrazione reciproca. Alcune tech company, quindi, stanno cercando di risolvere il problema programmando dei sistemi in grado di far comunicare tra loro le diverse applicazioni, così da creare un vero e proprio ecosistema in cui lo smartphone è l’hub principale di gestione.

App Domotica come Homekit e Project Brillo sul blog bnl

La prima azienda a impegnarsi in questo senso è stata Apple, che nel 2014 ha presentato HomeKit, un sistema di sviluppo per configurare i dispositivi dedicati all’automazione della casa. L’app domotica HomeKit si occupa di creare un database condiviso, che integra le varie app mobile ad iOS. Ad esempio, HomeKit consente di comandare il proprio elettrodomestico o il proprio impianto della luce da remoto, o con la propria voce – grazie alla piena compatibilità  con Siri. A un anno dal lancio, Apple ha pubblicato una lista con i primi device supportabili, annunciando contestualmente la piena integrazione con iCloud.

Nel 2015 anche Google si è mossa su questo terreno, lanciando il progetto Brillo. Brillo è un vero e proprio sistema operativo di “Internet of Things” (con questo termine si intende l’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi fisici), che ha l’ambizione di mettere in comunicazione il proprio smartphone con tutti i dispositivi di automazione, dagli elettrodomestici alle auto. L’app domotica Brillo deriva da Android, del quale mantiene le funzionalità  di base, quali connessione WiFi e Bluetooth, e si adatta al linguaggio di programmazione Wave (il vero HomeKit di Mountain View).

Come si può intuire, questa è ancora una fase iniziale di sviluppo, che consentirà però di creare un ecosistema integrato, con uno scambio di informazioni continuo e sicuro tra lo smartphone e la propria abitazione.

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